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Tecniche di combattimento

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Balestra: La scoccata

L'esecuzione di un tiro con la balestra è detta scoccata. Questo atto consta di quattro movimenti distinti, da eseguire in sequenza: incoccata (1/4), caricamento (2/4), mira (3/4), scoccata (4/4) vera e propria. Ognuno degli atti richiede attenzioni particolari, senza le quali il tiro difficilmente riesce.
Verranno analizzati tutti gli aspetti ed infine verrà mostrato un esempio di tiro.

Incoccata (1/4)

Questa fase è forse la più banale nell'uso della balestra e richiede solo pochi accorgimenti. Per la comprensione corretta, in caso di necessità, consultate la descrizione dell'arma stessa (vedi Balestra).
In primis il balestriere dovrebbe cercare di avere il bersaglio di fronte.
I piedi sono ben piantati a terra ad una distanza pari a quella delle spalle, il peso cade centralmente. Se così non fosse, il peso devierà il dardo:

  • Peso in avanti: il dardo sarà più basso e la traiettoria più breve
  • Peso all'indietro: il dardo sarà più alto e la traiettoria tendenzialmente più lungo (ma l'arco più lungo si ha con un alzo iniziale a 45°)
  • Peso a destra: il dardo devierà in basso a destra
  • Peso a sinistra: il dardo devierà in basso a sinistra

Le spalle sono basse, pesanti e parallele al terreno. La loro posizione non viene modificata per l'intera durata del tiro. Il busto è eretto, perpendicolare al terreno, in posizione naturale. Se così non fosse, valgono le considerazioni fatte per la caduta del peso al paragrafo precedente.
Ogni balestra, a prescindere dalle sue dimensioni e dal suo uso, è provvista di una scanalatura in cui va posizionato il dardo o quadrello.
Onde evitare un lancio involontario ed il ferimento di qualche innocente, la balestra va puntata a terra mentre si esegue l'incoccata: a seconda delle dimensioni dell'arma, questo può significare che l'arma è posata a terra (per le balestre lunghe) o semplicemente rivolta a terra (per le manesche e le altre balestre corte).
Con la mano sinistra viene impugnato il corpo dell'arma, mentre la destra si occupa di preparare l'incoccata.
La destra aziona il fermo, detto verretta, su cui andrà fissata la fune nella fase di caricamento e quindi posiziona il dardo.
A questo punto la prima fase è completa.

Esempio: Il balestriere si appresta a tirare al bersaglio, un guerriero in armatura che avanza verso la fortezza, a circa 200 passi. Coperto dagli spalti, si pone in piedi, di fronte all'avversario, divaricando leggermente le gambe, in modo che i piedi si trovino alla larghezza delle sue spalle. Il busto è eretto e le spalle rilassate: con il sinistro braccio tiene la balestra puntata a terra leggermente in avanti. La dritta mano va alla verretta e la posiziona in fermo, quindi va alla faretra e con l'indice e il medio prende un quadrello che pone sulla scanalatura, avvicinandola alla verretta. [1/4]

Caricamento (2/4)

Questa è la fase che più differisce a seconda della balestra che viene utilizzata.
Se si usa una manesca o comunque una balestra leggera, l'intero caricamento viene effettuato utlizzando i muscoli delle spalle, fino a portare la fune sulla verretta: le braccia e le mani sono solo la via attraverso cui lo sforzo si manifesta sulla fune.
Nelle balestre più pesanti, il caricamento viene effettuato ponendo un piede nella staffa che si trova in punta alla balestra. Quindi a seconda del peso, si può avere un caricamento a mano o a martinetto.
In quest'ultimo caso, il martinetto viene fissato all'altra estremità della balestra e, utilizzando entrambe le mani dopo averlo agganciato alla fune, si compiono tre giri completi. Questo movimento permette di caricare completamente la fune e portarla a bloccarsi sulla verretta.
A questo punto la seconda fase è completa.

Esempio: Il balestriere si appresta a caricare la balestra. L'arma è pesante e quindi ha un meccanismo a martinetto. Ponendo il dritto piede nella staffa, fissa il martinetto al fondo della balestra, agganciandolo alla fune. Con ambo le mani rapido avvolge per tre giri, portando la fune a fissarsi sulla verretta. Sgancia quindi il martinetto e lo fissa alla cintura. Lento solleva l'arma, tenendo la mancina sul fusto della balestra e portando la dritta al dispositivo che serve da grilletto. [2/4]

Mira (3/4)

Questa è la fase in cui il balestriere si appresta a puntare il bersaglio per la scoccata finale.
La balestra viene appoggiata alla spalla destra (sinistra per i mancini) con il braccio sinistro (destro per i mancini) quasi teso a sostenerla. La mano destra (sinistra per i mancini) si porta al meccanismo di rilascio della verretta, detto comunemente piolo di trattenuta.
In questa fase il balestriere prende anche la mira, quindi deve valutare vento e distanza per correggere l'alzo e la direzione.
Per una corretta mira, entrambi gli occhi devono rimanere aperti e sul perpendicolo dell'occhio destro (del sinistro per i mancini) deve trovarsi la linea della verretta e del mirino finale.
La concentrazione deve essere massima già in questa fase, perché il fulcro del tiro corretto è nello spirito di chi si appresta a compiere l'atto.
A questo punto la terza fase è completa.

Esempio: Con l'arma saldamente tra le mani il balestriere punta al nemico, ponendo la linea di tiro di fronte al suo occhio destro. Entrambi gli occhi sono aperti, fissi ad esso. Rapidamente osserva il movimento delle fronde lungo la strada, per valutare la correzione dovuta al vento e mentalmente valuta la distanza. Ultimate le correzioni con un alzo leggermente diverso, attende l'attimo corretto per rilasciare il quadrello. Il respiro si fa ritmico, ad evitare che oscillazioni improvvise spostino il dardo dalla sua traiettoria, mentre la concentrazione cresce. [3/4]

Attesa (3/4 Attesa d'opportunità)

Questa fase non è necessaria ed è utilizzata solamente se il bersaglio non è facilmente colpibile, per non sprecare nuovamente tre turni quando lo diventerà.
In pratica il balestriere attende immobile di cogliere il momento adatto a rilasciare il dardo, indicando semplicemente che mantiene la balestra carica senza rilasciare il dardo.

Esempio: Il guerriero si ferma e si guarda intorno, poi torna sui suoi passi. Il balestriere attende di vedere se l'uomo continuerà ad avanzare o se tenterà di segnalare ad altri la situazione. Rimane in attesa, così da non dover incoccare nuovamente. [3/4 Attesa d'opportunità]

Scoccata (4/4)

Questa è la fase finale: in cui il dardo è scoccato contro il bersaglio. L'azione si conclude con il quadrello che vola al bersaglio, in quanto è il Fato a decidere se il colpo va a buon fine e non il balestriere, che può solo concentrarsi allo spasimo perché ciò avvenga.
La scoccata avviene dopo una profonda inspirazione che blocca ogni muscolo e determina l'istante esatto in cui la concentrazione permette di comprendere che è il momento di tirare.
A questo punto, la pressione rapida e decisa del piolo di trattenuta libera la verretta. La corda scatta libera in avanti, trascinando con sé il quadrello.
Se il tiro è stato preparato correttamente, il dardo si dirigerà al bersaglio alla massima velocità.
Il balestriere non cessa la concentrazione finché il quadrello non ha colpito il suo bersaglio, che non è detto sia quello atteso.

Esempio: Il balestriere osserva silente. Il guerriero ricomincia ad avanzare ed egli, fedele agli ordini ricevuti, si appresta a tirare. Fa un'ultima inspirazione e trattiene il fiato. Gli occhi sono sempre fissi su di esso, così come la sua concentrazione. Con un movimento naturale, come se fosse un'azione della balestra, preme il piolo e libera la fune in un istante. La fune, non più trattenuta, si riavvicina al lato opposto della balestra, liberando la tensione con la forza che impressa al quadrello lo scaglia. Mentre fende l'aere, scontrandosi con il vento, per poi trovare stabilità ed accelerare, il dardo si dirige alla massima velocità verso il guerriero. Il balestriere fissa con occhi vispi il collo del guerriero dove vorrebbe colpisse il quadrello: non un muscolo si muove, mentre egli osserva il punto attendendo il fato del suo tiro. [4/4]